Bellezza.

Ricordo che il narcisista , mio demone interiore ,appassionato di fotografia, mi fotografava in continuazione.

Nel voler fare una foto “minimal/simple” ( E’ quel genere di foto in cui ci si sofferma su un particolare molto semplice) , in vacanza aveva fotografato il lobo di un mio orecchio mettendo a fuoco l’orecchino .

L’orecchino l’avevo comprato in un mercatino per hobbisti , era quadrato,con i bordi neri e al centro aveva un’immagine di Audrey Hepburn.

Molto carino , ogni tanto lo uso ancora.

Lo sfondo della foto era poco nitido ( E’ un effetto apposito che si fa quando si vuole portare tutta l’attenzione di chi guarda la foto nel particolare minimal simple , in questo caso l’orecchino ).

Quindi tutta l’attenzione sull’orecchino e,in un momento successivo, sul mio orecchio.

Tornati a casa , ingrandendo la foto sul PC , si era accorto io avere un buco mal fatto nel lobo.

Era stato un tentativo di gioventù di farmi un terzo buco all’orecchio ma , complice una buona dose di ingenuità,me l’ero fatta da solo , con la conseguenza di un foro bruttissimo che sporgeva troppo verso l’esterno del lobo.

Già alcune persone notando dal vivo la stranezza di questo buco me ne avevano chiesto il motivo.

Lui no, non l’aveva mai notato, se non per la foto imperfetta .

Ero una persona utile da fotografare , tutto qui.

Al PC ,con il photoshop aveva aggiustato il “difetto”.

Gli avevo chiesto il perché dell’eliminare quel difetto e lui, con fare sarcastico mi aveva risposto ” Si vede che non sei perfetta , quanto ti ci vuole per capirlo?”.

E ancora ” Io non pubblico foto di persone imperfette”

Dovevo essere come voleva lui , perfetta . Esteticamente intendo . Che cosa avessi o provassi dentro di me a lui poco importava .

L’ultimo giorno delle vacanze avevo fotografato una vecchietta che aiutava a modo suo la figlia a gestire la pensione in cui alloggiavamo.

“Le hai tagliato le tette con questa foto” mi aveva ripreso lui.

Gli avevo risposto che , vista l’età ,il seno era floscio , non più sodo . Non avevo tagliato nulla, semplicemente il seno non era quello di una 20enne.

“Allora potevi evitare di fotografarla” aveva sentenziato.

Quella foto non l’avevo pubblicata convinta dal suo delirio che “Imperfetto non è accettabile”.

L’ho pubblicata circa un paio di mesi fa in un gruppo di fotografia .

La donna mostrava i segni dell’età, ma aveva uno sguardo così pieno di vita che la rendeva semplicemente bella.

I commenti in seguito alla mia foto evidenziavano quel che volevo trasmettere io.

Una persona in particolare scrisse che la vera bellezza sta nello sguardo che , in questo caso, faceva trapelare ricchezza interiore e voglia di vivere.

Da allora non ho mai smesso di fotografare sguardi , sorrisi ,pose che non raccontassero qualcosa , ricevendo consensi di vario tipo circa l’immortalare l’animo delle persone in una fotografia .

Banalmente la bellezza non è estetica, nulla a che fare con la perfezione.

Piuttosto la bellezza è gioia , sofferenza,preoccupazione ,sollievo.

La bellezza delle persone viene dal loro animo .

Le persone che sanno provare e trasmettere emozioni sono semplicemente belle .

Nulla conta il lato esteriore.

Avere una relazione con un Narcisista mi è servita anche ad imprimere ancor di più dentro di me questo concetto.

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Puttana.

Avevo 11 anni quando , per la prima volta in vita mia ho sentito il termine
” Puttana”.

Era il primo giorno di prima media .

Una scuola di elitè nell’alta società della mia città.

Una scuola privata.

Arrivavo dalla scuola pubblica e avevo passato i primi 10 anni della mia vita a giocare con maschi e femmine , indistintamente ,anche se di mio ero un poco maschiaccio .

Ero emozionata quel giorno, e avevo pregato mia madre di farmi indossare una maglietta con l’immagine di Topolino che , diventata troppo piccola a mio cugino, era passata a me.

Mi piaceva tantissimo quell’immagine, e portavo quella maglietta orgogliosa.

Durante la ricreazione la Preside mi mandò a chiamare, venni ricevuta nel suo studio.

Immobile, mani lungo i fianchi , gambe adese e sguardo che guardava dritto di fronte a me come mi avevano sommariamente spiegato doveva essere.

La Preside mi osservava , non proliferava parola.

Io rimanevo immobile.

Interminabili minuti.

Allo scoccare della campanella che decretava la fine della ricreazione , la preside mi guardò e disse:

“Puttana”.

Io non capii , ringraziai .

Lei mi disse che potevo tornare in aula, e così feci.

Il giorno dopo dovetti farmi accompagnare a scuola da un genitore.

Mi accompagnò mia madre.

Parlò con la Preside mentre io origliavo dalla porta socchiusa, seduta composta nell’atrio .

Sentii mia madre scusarsi , dire che non si sarebbe ripetuto mai più.

La Preside congedò mia madre e parlò con me .

Mi disse che se non volevo tornare alla scuola pubblica dovevo vestire in maniera più decorosa.

Mi fece notare che la maglietta indossata il giorno prima era senza maniche.

“Così provochi i maschi” mi disse . “E’ un atteggiamento da puttana ,ti avevo avvertita ieri ” Non risposi. “Ringrazia tua madre che ha provveduto affinché tu ti ravveda”.

Da quel giorno, per tre anni , non potei presentarmi a scuola se non con una maglia con maniche a tre quarti.

Mia madre conserva ancora la pagella con su scritto “Comportamento indecoroso”.

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Silenzi.

Ci sono silenzi che riempiono il cuore:

i silenzi di chi nutre l’abilità di amare.

Ci sono silenzi terrificanti :

i silenzi di chi, vuoto dentro, non nutre nulla.

I silenzi di un narcisista saranno sempre terrificanti.

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Lacrime ,cipolle e stanchezza.

Premetto: a me tagliar le cipolle fa lacrimare davvero tanto.

Quando vivevo con i miei genitori ero quella deputata a pulire casa , far da mangiare ,passare in farmacia o dal tabaccaio per mio padre che non aveva voglia di uscire di casa “E poi quel tabaccaio non mi piace”diceva mio padre,e prendermi cura dei cani”Perché la mattina abbiamo bisogno di dormire, non di alzarci presto per portare fuori cani”

Nonché a garantire a mio padre circa i suoi voleri dentro casa.

“Tanto tu non lavori mai” mi dicevano.

Lavoravo,11 ore consecutive la notte ma per loro “Hai tutta la giornata libera”

Se abducevo al bisogno di dormire una volta tornata da lavoro storcevano il naso perché,a parer loro , il lavoro notturno non è lavoro.

Finivo con il prender sonno mentre lavavo i vetri , o cose così,finchè,esausta,mi buttavo a letto.

“Ecco,un’altra giornata persa” sentenziava mia madre.

“Non hai neppure preparato il pranzo ” si arrabbiava mio padre.

Tante volte rimanevo sveglia fino a preparare loro il pranzo, e poi cedevo.

Gli occhi erano lucidi e bruciavano dalla stanchezza .

Mio padre voleva i fusili con il soffritto di cipolla.

A tagliar la cipolla mi venivano i lacrimoni e le lacrime mi inondavano il viso, quanto mi bruciava .

Mio padre arrivava in cucina e mi diceva di smettere di fare la vittima, che a fare un soffritto di cipolla ci vuol niente.

Non facevo la vittima, semplicemente la cipolla mi bruciava gli occhi.

Preparato loro a mangiare mi buttavo a letto “Ecco,un’altra giornata persa!”sentenziava mia madre.

Mi svegliavo verso le 6 di sera (Comunque mi aspettava un’altra notte di lavoro) con disappunto di mio padre: “Le bollette le paghiamo noi, tu non fai nulla in cambio”.

Non ho più sopportato la vista di una cipolla .

Quando me ne son andata da casa loro per convivere con un uomo mia madre ha cominciato a comprare i primi piatti nei negozi di prodotti freschi pronti all’uso e ha assunto una colf.

Rimango sempre quella che non ha mai fatto niente per i suoi genitori.

Che ha vissuto gratis sotto il loro tetto fino a che le possibilità economiche non le hanno permesso di andarsene .

“Ma per anni hai vissuto sulle nostre spalle” sentenzia ancora rabbioso mio padre.

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Violenza e briciole.

Era consuetudine ,a casa del demone ,fossi io a levar le briciole dalla tovaglia.

Dovevo ,su sua decisione , che in casa mi voleva scalza, infilarmi un paio di ciabatte di plastica e uscire in giardino a sbattere la tovaglia.

Una parte del giardino era cementata , l’altra erbosa.

Voleva io facessi cadere le briciole sull’erba,cosi che gli uccellini se ne cibassero.

Una sera c ‘era vento,e un paio di briciole finirono nel cemento.

Mi controllava.

Rientrata in casa mi accusò di aver fatto cadere appositamente le briciole sul cemento perchè gli uccellini , mangiando , glielo sporcassero.

Io credevo scherzasse , e sorrisi.

Mi spinse contro il divano, lo sguardo indemoniato ,e urlò:

“Ma lo fai apposta a farmi innervosire o cosa?”

Non dissi più nulla, mi sentii in colpa.

Credevo mi amasse .

Ora so che non era amore, era violenza.

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Viva.

Non sarò mai la migliore ,in nessun campo:

avrò sempre qualcosa da imparare.

E’ questo che mi tiene viva.

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Lettera a Roberta.

Ciao Roberta , mi presento perché so tu non sapere neppure della mia esistenza.

Sono la ex del tuo fidanzato, il demone .

Ti ho “scoperta” tramite il tuo profilo Facebook , in cui citavi il nome di un famoso fotografo , il demone appunto.

Beh sai, non è così famoso, non è così bravo.

Capisco che una persona che si presenta con infiniti corpi macchina ed obbiettivi possa passare per un gran fotografo , so che lui si presenta come tale.

Lo so perché si è presentato così anche a me , ed io ci ho subito creduto , e sono rimasta affascinata dalle sue foto.

Mi piaceva fotografare e trovare un compagno con cui visitare luoghi sconosciuti pronti a scattare nuove foto mi pareva meraviglioso.

Ho visto che hai aperto il tuo profilo Facebook poco dopo avervi visti passeggiare mano nella mano lungo il parco in cui l’ho conosciuto io.

Ho visto che da lì a poco hai cominciato a postare foto di fiori.

L’ho fatto anch’io, su consiglio suo.

Pessime le tue foto , te lo dovrei dire.

Meglio, dovrebbe dirtelo lui , e dovrebbe spiegarti dove sbagli quando fotografi , ma non lo fa.

Il primo periodo ti ha tempestata di like circa le tue foto , nonostante fossero pessime , e lui lo sapeva.

Ha fatto così anche con me: nel fotografare facevo tantissimi errori ma lui mi tempestava di like.

Una volta gli ho chiesto perché avesse messo il like ad un album di foto di gattini , foto che avevo scattato in vacanza insieme a lui.A me, sinceramente ,parevano foto mediocri .

Mi ha risposto che erano foto originali .

Non è vero.I gattini sono il soggetto più fotografato , nulla di originale, semmai la ripetizione di tante altre foto scattate da una moltitudine di persone.

Lui lo sapeva , e mentiva.

Ora nel tuo profilo Facebook ci sono foto di fiori e foto di te e lui.

Tu scrivi di aver trovato, con lui , un percorso fatto di amore e follia.

Non è amore il suo.

Non è follia. Guarda che rubare i sacchetti della frutta nei supermercati non è follia,è stupidità.

Come rubare le posate o i bicchieri al ristorante .

O le bustine di zucchero.

Ti sentirai folle e un pò matta , ti piacerà perché ti farà sentire di nuovo giovane, queste cose le facevi da ragazzina . Non ti chiederai però perché crescendo non le hai più fatte.

Ti sei mai chiesta perché nel suo profilo Facebook tu invece non compari mai?

Probabilmente sì , glielo avrai chiesto,e lui ti avrà risposto con un vago “Ah sì, mi ero dimenticato di fare il post editing, appena sistemo le foto le pubblico” per poi non pubblicarle più.

Ti sei chiesta perché non ti fa taggare il suo nome nelle foto di te e lui nel tuo profilo Facebook?

Probabilmente sì, glielo avrai chiesto e di avrà risposto con un vago :” Ci saran problemi con Facebook ”

No,non vuole essere ricondotto a te , perché vedi, ne ha già un’altra che frequenta quando ti dice che passerà il fine settimana con il suo migliore amico, e tu , per paura di invadere i suoi spazi, accetterai di non vederlo e te ne starai sola a casa tua a pensare a lui mentre lui si diverte con l’altra.

Le so queste cose, l’ha fatto anche con me.

Dal tuo profilo facebook traspare voglia di vivere e capacità di amare . Ti avrà scelta per questo , come ha fatto con me e con chissà quante altre prima di me di cui non so l’esistenza.

Ha bisogno del tuo amore, della tua energia,perchè lui non ne ha, è morto dentro ,e succhia energia vitale da te , come ha fatto con me e con le altre.

Sentirai che qualcosa stona , è tutto troppo perfetto .

Ti accorgerai che il suo sguardo pare metallico, anche quando ti dice cose dolci ascolterai più le sue parole che le tue sensazioni.

L’ho fatto anch’io.

Sai , vorrei dirti che a breve ti accuserà di essere il SUO PROBLEMA , che non sei più quella di una volta (Il che sarà vero tanta energia vitale ti avrà già succhiato).

Ti accuserà di essere paranoica se dubiti che quella con cui esce è solo un’amica ,che. tra loro non c è niente.E invece avrai capito giusto , ma ti fiderai ancora di lui e ti darai te della paranoica , perché non sai capire che quella è solo un’amica. Ti sentirai in colpa per aver, per un attimo, dubitato di lui.

Ti sentirai in colpa quando ti accuserà di avergli rovinato il fine settimana “solo” perché ti aveva promesso di passarlo con te e 10 minuti prima di vederti ti manderà un messaggio “stasera esco con i miei amici”.Tu gli dirai che ti dispiace, che lo volevi accanto a te , lui ti risponderà ” Ma non posso vedere i miei amici scusa?” facendo finta di essersi dimenticato di averti promesso un fine settimana speciale.E rimarrai confusa , come avevi fatto a non capire le sue esigenze?

Lo faceva anche con me.

Una sera , disperata ,gli dissi che avevo voglia di fare l’amore con lui. “Oh!Ma allora lo fai apposta a rovinarmi il fine settimana” mi aveva risposto , e io ero rimasta zitta per poi tornarmene a casa mia a passare la notte a piangere.

Tutto quello che gli piace di te lo detesterà e tu ti chiederai dove stai sbagliando , penserai che non sei cambiata , eppure adesso ti detesta per gli stessi motivi per cui ti amava . Ti chiederai perché ma non saprai risponderti. Non avrai il coraggio di chiederlo a lui, non vorrai “disturbarlo” con le tue “paranoie”

Incomincerà ad insultarti, a dire che non vai niente, che sei proprio caduta in basso, che fai schifo. Tu lo guarderai incredula e non riuscirai a capire in cosa stai sbagliando.Piangerai forse, di fronte a lui, e lui ti dirà che sei infantile, capricciosa , e ti sentirai ancora più inadatta di quanto già ti sentivi.

Prima o poi troverai la forza di lasciarlo , e lui il giorno dopo sarà sotto casa tua con un regalo prezioso , l’ha fatto anche con me.

Ricomincerà a presentarsi come i primi tempi, dolce e premuroso, come quando ti sei innamorata di lui, e se ci cascherai la spirale di violenza sarà più veloce,verticosa , ricomincerà a distruggerti in pochissimo tempo.

Se non ci cascherai inizierà con minacce , appostamenti , dispetti gratuiti .

Incomincerà a dire in giro che tu sei solo una povera pazza , che gli fai pena , che lo stai supplicando di tornare insieme e che forse ti riprenderà perché gli fai pena e lui , buono com’è , ti dirà di sì.

Lo dirà sperando tu torni da lui , e per non far emergere la verità.

Vedi,ti farà tanto male .

Ne uscirai senza autostima, terrorizzata ,incapace ti pensare perché lui ti aveva abituata a pensarla come lui, ti aveva resettata a suo piacimento.

Ci vorranno mesi, forse anni ,prima di convincere te stessa che sei una bella persona , e che hai tutto il diritto di essere amata per quella che sei.

Vorrei dirtele tutte queste cose,ma non mi crederesti,anzi,mi prenderesti per una sua ex gelosa che vuole che rompiate per tornare insieme a lui, e io non farei che rafforzare la fiducia che hai in lui.

Spero ne uscirai fuori il più illesa possibile , anche se di ferite ne avrai comunque subite tante .

Ma so che a capire chi è lui veramente,un demone , ci dovrai arrivare da sola .

E sarà dura capirlo e accettare di esserti fatta usare , ma quello sarà il momento in cui riscoprirai il tuo immenso valore, quello che lui non ha saputo cogliere.

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