Stupida , mongoloide .

Quello che mai perdonerò ai miei genitori  è la  volontaria sistematica distruzione della mia autostima .

Da bambina ero così abituata ad essere chiamata “mongoloide” da mio padre da essere convinta di avere la sindrome di Down e la mia delusione nello scoprire che neppure con i down , cioè con quelli che ritenevo come me , riuscivo a fraternizzare era stata enorme .

Alla scuola primaria ero la più brava della classe , ” Eccellente ” era il mio voto . In tutte le materie scolastiche , per 5 anni consecutivi , non ho mai preso un giudizio diverso dall’eccellenza . Quando timidamente provavo a contestare la mia presunta idiozia – mia madre era sovente dichiarare che il mio quoziente intellettivo era così basso da rientrare in pieno in quello degli idioti –  venivo guardata con finta tenerezza da questa donna che sospirando mi chiedeva : ” Ti sei mai chiesta perchè sei l’unica a prendere sempre eccellente ? Ti sei mai chiesta perchè le tue compagne di classe più brave non vanno oltre il più che buono ? Ti sei mai chiesta perchè nessuno prende ottimo o distinto ma tu prendi sempre eccellente ? ” “E’ molto semplice ” continuava ” la maestra non vuole tu ti accorga di essere stupida , ti da il voto più alto di tutti per illuderti che sei normale . Ma è giusto tu sappia come stanno le cose , quindi sappi che sei stupida e che fai pena alla gente ” . Quando replicavo che nessuno poteva sapere quale fosse il mio quoziente intellettivo perchè nessuno mi aveva studiata in questo senso mia madre rispondeva con fare amorevole che era ovvio io non mi fossi accorta di essere oggetto di studio perchè serviva essere intelligenti per accorgersene e io ero , appunto , stupida .

In seguito avevo abbandonato precocemente gli studi per volere di mia madre senza neppure impuntarmi più di tanto per completare il mio percorso scolastico sicura che , come aveva ipotizzato lei, studiare non m servisse a nulla perchè stupida com’ero non sarei comunque arrivata da nessuna parte  .

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Coronavirus , considerazioni pratiche sulle nostre reazioni .

Considerazioni su questo periodo .
– Come il resto dell’anno incontro chi mi saluta e come il resto dell’anno rispondo al saluto chiedendomi chi mai sia quella persona . Se io di base non riconosco le persone mai , come potrei farlo ora che indossano una mascherina ?
-Continua l’assalto ai supermercati ; a mezzogiorno già sono esaurite le pizze surgelate mentre gli scaffali di prodotti vegani rimangono pieni . Assalto sì ma con raziocinio .
-In fila alle casse del discount si da la precedenza agli alcolisti con una o due birre come negli anni ’80 si dava la precedenza ai tossicodipendenti per le siringhe in farmacia .
– Una mia amica mi rivela che i tedeschi non ammirano / invidiano la nostra moda , semplicemente non gliene importa nulla . Io invece ho sotto sotto sempre invidiato la funzionalità dei look tedeschi e ora già mi vedo a cantare lo yodel con addosso una camicia a quadri e un paio di bretelle . Questo virus mi fa optare a scelte pratiche , spero non solo nel vestire .
– Negli ospedali ogni intervento rimandabile è stato rimandato ed è stata garantita la continuità in psichiatria La maggior parte degli psicologi / psichiatri lavora e molto ma per lo più tramite skipe .
– Il 1522 in questo periodo lavora più del solito : la convivenza forzata può portare ad una esacerbazione della violenza domestica .
-La gente comune non ha idea di come si usi una mascherina ed normale che sia così , un pò meno ovvio pensare il contrario .
– Alcune donne si comportano in modo contraddittorio : durante tutto l’anno non escono di casa se non vestite / pettinate alla perfezione ma in questo periodo in gruppi facebook dedicati confrontano selfie della loro ricrescita ai capelli o dei pigiamoni in pile che indossano h24 .
-L’aria della mia città è decisamente più pulita , dal satellite è scomparsa la nube di inquinamento che aveva sempre coperto la pianura padana .
-Il ruolo delle maestre viene ripreso in considerazione , non tanto per l’importanza di crescere future generazioni istruite quanto per la funzione sociale gestione prole altrui .
-Chiunque ora potrebbe tenere lo stereo di casa a volume massimo con le finestre aperte senza che nessuno chiami i vigili a misurare i decibel , anzi riceverebbe un plauso per la capacità di reagire al periodo .
-I no vax in questi giorni si dichiarano vax . Sono cioè disposti a rischiare e far rischiare ai propri figli poliomelite tetano o epatite ma non il coronavirus.
-Un uomo di colore mi ferma per strada e mi dice che un razzista gli ha detto che i neri non rischiano il contagio perchè diversi dai bianchi.Mi spiega che non è così , che lui mangia due spicchi d’aglio un pò di zenzero e una scorza di limone tutte le mattine a digiuno per prevenire il contagio. Dice che farmaci e vaccini sono un complotto delle case farmaceutiche e che il suo metodo è sicuro , mi invita a fare altrettanto .
Penso a tutto questo e mi torna alla mente il monologo finale di  Trainspotting dove
Mark Renton  dopo una vita di droga e di eccessi di risposta ad una società  -quella scozzese – che disprezza fortemente , sceglie di omologarsi alla società stessa forse come risposta ad un suo bisogno di  regole  convinzioni e mediocrità  che lo rassicurino e  gli garantiscano un’identità ben definita .
“Allora perché l’ho fatto? Potrei dare un milione di risposte tutte false. La verità è che sono cattivo, ma questo cambierà, io cambierò, è l’ultima volta che faccio cose come questa, metto la testa a posto, vado avanti, rigo dritto, scelgo la vita. Già adesso non vedo l’ora, diventerò esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina, il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, natale in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai.”
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Fragile .

Era bella ,

della bellezza delle  persone fragili

che non temono d’esserlo.

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Perdita .

La paura di una perdita è

li per se

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Soffio .

 

 

La sofferenza salì  in  un soffio di vento

e tramutando la sua essenza nel volo diventò gioia .

 

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Tramonto .

 

I rami a danzare il cielo ,

il cielo a ringraziare arrossiva .29573082_1889727427717700_6937353523455139949_n.jpg

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Vita.

 

La primavera arriva , quasi a fare un dispetto ,

a ricordare che tutto muta e si rinnova, perché tutto è vita.

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Un matrimonio snabby chic .

Aveva fatto arredare casa in stile snabby chic ; le teiere dai motivi floreali, i tendaggi color pastello e i colori tenui dei mobili in legno ben si abbinavano ai piccoli mazzi di violette che non mancava di raccogliere lungo i bordi delle strade .

Del piastrellato in cotto aveva scelto le fughe di colore scuro , su consiglio delle amiche , affinché si vedesse meno lo sporco che inevitabilmente vi si accumulava.

Non erano arrivati figli , e trascorreva il tempo nel creare centro tavola in pizzo che non mancava di portare ai banchetti di beneficenza cui presenziava per la parrocchia.

Anche il marito era solito andare lungo i bordi delle strade .
Non a raccogliere violette.
A raccogliere prostituite.

L’aveva scoperto così , casualmente ,dicerie del paese che lei voleva attribuire a presunte invidie circa il suo bel matrimonio .
Ma in cuor suo sapeva non essere l’invidia a parlare .

E così quando, la sera , il marito usciva ” a prendere una boccata d’aria” , lei incominciava a sfregare nervosamente le fughe delle piastrelle in cotto per dar loro una parvenza di pulito .

Vedendolo poi rientrare lei, china sul pavimento, mugugnava che “In questa casa c è sempre sensazione di sporco ” e continuava a sfregare le fughe del pavimento fino a non sentir più le ginocchia .

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Soffice

Silvia era così : si tagliuzzava la pelle .
Dei polsi, delle braccia , della pancia.

Le serviva ,le serviva a non sentire il dolore , il dolore del vuoto che aveva dentro , che le attanagliava lo stomaco.

Aveva fame , fame d’amore.

Elena era dolce , delicata , bisessuale e si era innamorata della fragilità di Silvia.

Un giorno Elena prese la mano di Silvia .

Se l’appoggiò sulla guancia , poi guardò Silvia e la baciò.

Sulle labbra.

Un bacio soffice, che sapeva di amore.

Silvia non sentì più la fame, e smise di tagliarsi.

Così l’amore le cicatrizzò le ferite.

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Amore

Amore è accompagnare il tramonto , vegliare la notte e baciare l’alba .

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